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 La   montagna bellunese tra problemi e prospettive.
Maurizio Paniz: "Autonomia" è la risposta giusta.
Nostra intervista

 

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Indice di tutti gli articoli

L'intervista prende spunto dal laboratorio "Montagna e Montagne" dove è forte la consapevolezza di come  le prospettive economiche e sociali della Val Belluna dipendano da quelle delle vallate in quota: l'Agordino, il Comelico, lo Zoldano,il Cadore e l'Ampezzano, il Comelico, l'Alpago e il Sovramontino.

D. La nuova legge urbanistica regionale offre spazi per consolidare la realtà urbanistica-territoriale della Val Belluna?

Paniz. 
Non si tratta di una legge ad hoc per il nostro territorio, quindi non darà un contributo significativo.
 Al Bellunese servirebbe un impianto normativo specifico, 
che permetta anche interventi di agevole recupero dei nostri edifici rustici, che non penalizzi fiscalmente quei fabbricati che non hanno un valore economico peculiare ma sono indispensabili per mantenere viva la natura pulendo i prati e i boschi e che permetta un’edificazione sia pure controllata anche in aree a forte connotazione agricola negli strumenti urbanistici (penso ai pianori del Nevegal, alla Val Morel sopra Limana e a tutte le pendici della Val Belluna, tanto per fare qualche esempio): oggi si può coniugare bene il rispetto della natura con l’esigenza di assicurare la vivibilità in montagna.

D. Un impianto normativo che potrebbe, in qualche modo,dunque, anticipare il "Progetto di Autonomia" della provincia

Paniz.  
Molte volte ho detto e scritto che 
la vera soluzione ai problemi della nostra provincia è l’autonomia
:
 autorevoli personaggi e studiosi la ritengono poco probabile, ma non la escludono.
 Io penso che ci si possa arrivare e che nella scorsa legislatura erano state messe ottime basi per il riconoscimento, sia con la plurime affermazioni fatte nelle varie leggi finanziarie che davano un peso specifico alla montagna bellunese sia, da ultimo, con l’ordine del giorno approvato dal Governo proprio per il riconoscimento dell’autonomia delle province di Belluno, Sondrio e Verbania.

D. Ritorno alla domanda iniziale
Non si dovrebbe prendere atto che l'identità urbanistica, economica e sociale della Val Belluno è diversa, rispetto alle valli in quota?

Paniz.
 
No. La nostra provincia ha nel complesso una sua identità totale
così la identifica la storia e così abbiamo il dovere di mantenerla.
 Sono molto critico con chi ha l’onore di rappresentarla e contemporaneamente, penso per mere ragioni elettoralistiche, ne favorisce lo smembramento o la secessione.

D. Quali sono i presupposti per incamminarsi realisticamente in questo percorso che potrebbe portare all'autonomia?

Paniz.
  La differenza la fa il riconoscimento formale di una specifica identità del nostro territorio. 
Su questa strada si doveva mettere la “politica” e su questa strada ho cercato di mettermi nella scorsa legislatura, arrivando con soddisfazione ai risultati economici conquistati soprattutto con la premessa di una nostra peculiare identità: alludo al mantenimento dello sconto sui prodotti da riscaldamento 2002, 2003, 2004, 2005 e 2006, ai contributi di circa £ 1.500.000.000 alla Provincia di Belluno e di circa £ 3.500.000.000 al BIM per ogni anno dal 2003 in poi (tutti destinati ad opere varie in tanti comuni), all’emendamento alla legge finanziaria 2004 per il trasferimento diretto di ricavi da risorse idriche alla Provincia di Belluno per quasi € 6.000.000 ogni anno, al provvedimento della legge finanziaria 2006 che distribuisce in tutti i comuni del bellunese (e di altre province limitrofe) risorse sottratte al Trentino Alto Adige per 10 milioni di euro: sono state iniziative concrete che ho posto in essere per dimostrare dove la “politica” si doveva orientare.

D. Si deve , peraltro, almeno  sottolineare come Cortina abbia problemi diversi da Alleghe e Lamon e lo stesso Lamon da Arina, ma la "politica ne è consapevole?

Paniz. 
  Perfettamente consapevole.
 In effetti, poi ci sono le specifiche esigenze di ogni territorio, che vanno assecondate ma nell’ambito di un programma generale che abbia per l’intera provincia una visione unitaria.
 Ad esempio, Cortina o Alleghe possono aver bisogno di una circonvallazione, Lamon di mantenere e potenziare il suo ospedale, Arina di garantire il collegamento stradale che è ragione stessa della sua sopravvivenza, e così via. 

Cristina Zanette

infp@quadernibellunesi.it 


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Realizzato con la collaborazione del Circolo Culturale "Antonio della Lucia"